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Del divenire e dell’essere.



La realtà fisica non è altro che una serie di lampi, un divenire piuttosto che un essere. Sia che pensiamo a questi “momenti istantanei”, o a una “lunga” vita umana di un centinaio di anni, o alla “lunghissima” vita dei deva, l’esistenza è sempre fugace. Ciò è vero tanto per il cosmo che per l’individuo: anche i mondi vanno e vengono, perpetuamente, senza sosta, e vengono distrutti inesorabilmente dal fuoco, dal vento e dall’acqua. Nulla di quanto è noto ai nostri sensi o alla nostra esperienza è affidabile o permanente”.

Da “La meditazione Theravada. La trasformazione buddhista dello yoga”

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